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Ekberg Anita



 

Aforismi di Ekberg Anita

 

Kerstin Anita Marianne Ekberg nasce a Malmö, in Svezia, il 29 settembre del 1931. La sua famiglia molto numerosa, sette tra fratelli e sorelle, contribuisce alla formazione del suo spirito indipendente e combattivo. Inizia a lavorare prestissimo come modella e nel 1950 vince il titolo di Miss Svezia.

La vittoria del titolo di bellezza nazionale le consente la partecipazione al concorso di Miss Universo. Anita Ekberg si trasferisce così negli Stati Uniti dove non vince il titolo, ma grazie al facoltoso regista (oltre che magnate e aviatore) Howard Hughes, ottiene un contratto con la RKO, che però non le porterà la partecipazione a nessun progetto cinematografico. Come rivelerà in seguito, Hughes non è molto interessato alle sue doti di attrice: l'uomo infatti le fa una proposta di matrimonio, che lei rifiuta.

Per aumentare le sue possibilità di lavorare nel cinema, Anita studia recitazione e dizione ed impara ad andare a cavallo sulle colline di Hollywood. La sua bellezza e la sua voce particolare le consentono di cominciare a lavorare con la Universal. Il suo debutto cinematografico avviene nel 1953 con il film "Abbott e Costello Go to Mars" di Charles Lamont, in cui recita la parte di una guardia venusiana. A questa prima prova segue una partecipazione al film "La spada d'oro" (1953) di Nathan Juran in cui recita anche Rock Hudson. I due film e il suo atteggiamento misterioso le valgono il soprannome di "The Iceberg", che in realtà nasce come gioco di parole con il suo cognome. A dispetto però del soprannome, Anita Ekberg si è fatta notare attirando le simpatie di molti noti personaggi dello star system statunitense, tra cui Tyrone Power, Errol Flynn, Frank Sinatra e Gary Cooper.

L'attrice capisce di dover giocare abilmente con la sua prorompente femminilità, e decide di comparire nuda sulle pagine di Playboy, organizzando allo stesso tempo finti incidenti, come quello dell'abito apertosi all'improvviso nella hall dell'Hotel Berkeley a Londra. Anche il suo matrimonio nel 1956 con l'attore inglese Anthony Steel, da cui divorzia dopo appena due anni, contribuisce ad aumentare l'attenzione della stampa intorno al suo personaggio.

Anita Ekberg riesce così ad ottenere un ruolo da protagonista nel film "Artisti e modelle" accanto alla coppia Jerry Lewis e Dean Martin e in "Hollywood o morte" di Frank Tashlin, ruolo con cui vince un Golden Globe come migliore attrice emergente. La svolta arriva però nel 1956 con una partecipazione al film "Guerra e pace" di King Vidor.

La bella svedese arriva in Italia nel 1959 per girare con Guido Brignone "Nel segno di Roma" e l'anno successivo veste i panni di Silvia ne "La dolce vita" di Federico Fellini. Con Fellini inizia una lunga e felice collaborazione lavorativa che la vede partecipare ad altri tre film: "Boccaccio 70" (1962) "I clown" (1970) e " L'intervista" (1987). Ma la scena de "La dolce vita" in cui Anita fa il bagno nella fontana di Trevi resta probabilmente il simbolo più forte, quasi leggendario, legato alla sua carriera di attrice.

Nel 1963 torna ad Hollywood per girare una serie di film, tra cui "Chiamami Buana" di Bob Hope. Sempre nello stesso anno si sposa per la seconda volta: il nuovo marito è l'attore statunitense Rik Van Nutter. Il matrimonio dura circa otto anni: i due divorziano nel 1975.

Nella seconda metà degli anni Sessanta, Anita sposta la propria residenza in Italia e lavora prevalentemente in produzioni europee come: "Scusi, lei è favorevole o contrario" (1966) al fianco di Alberto Sordi e "Sette volte donna" (1967) di Vittorio De Sica, in cui recita al fianco di Shirley MacLaine.

Dopo il secondo divorzio, la sua vita privata continua ad essere piuttosto movimentata: per circa tre anni vive una storia d'amore segreta con Gianni Agnelli, e le viene anche attribuita una relazione con il regista Dino Risi, da lei smentita.

Dagli anni Settanta in poi partecipa ad una serie di B-movie come "Casa d'appuntamento" con Barbara Bouchet, il thriller "Suor Omicidi" (1978) di Giulio Berruti, e lo spaghetti western "La cavalcata della vendetta" (1972) di Richard Harrison.

Negli anni Novanta partecipa anche al film "Bambola" di Bigas Luna recitando nel ruolo della madre di Valeria Marini, e al film "Il nano Rosso" (1998) di Yvan Lemoine, in cui interpreta una matura cantante lirica. L'ultima sua apparizione è la partecipazione televisiva alla fiction "Il bello delle donne" (2005).

Dall'anno stesso in cui è partita per gli stati Uniti nel 1950, Anita non ha più vissuto in Svezia; da alcuni anni vive in una villa alle porte di Roma. Ha accolto spesso, però, nella sua casa giornalisti svedesi ed ha partecipato ad un popolare programma radiofonico svedese raccontando della sua vita. Ha dichiarato che tornerà in Svezia, solo dopo la sua morte.

Alexia


 

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