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Macchiavelli Loriano



Aforismi di Macchiavelli Loriano

Loriano Macchiavelli nasce a Vergato in provincia di Bologna il 12 marzo del 1934. La sua prima passione è il teatro, che frequenta svolgendovi vari ruoli: dall'organizzatore di spettacoli, all'attore fino all'autore di pièce teatrali. Le sue pièce vengono portate in scena da varie compagnie. Dal 1969 vengono rappresentati molti dei suo lavori teatrali: "In caso di calamità, viva la Patria" (1969/70), "Una storia teatrale con prologo tragico e finale comico"(1969/70), "Ballate e moti rivoluzionari" (1970/71), "Hanno dato l'assalto al cielo" (1971/72/73); "Cinema hurra" (1981/82) "Aspettando Altman" (1995).

La sua carriera di scrittore subisce una svolta quando, nel 1974, decide di dedicarsi alla scrittura di romanzi gialli e con il romanzo "Fiori alla memoria" vince il premio Gran Giallo Città di Cattolica. La sua fortuna letteraria è legata, da questo momento in poi, ad uno dei personaggi da lui creati: il brigadiere Antonio Sarti, che è il personaggio principale di una serie di suoi romanzi insieme alla sua spalla Rosas, un extraparlamentare di sinistra dotato di una grande mente investigativo-analitica.

Dal romanzo "Passato, presente e chissà" viene tratto un adattamento televisivo in quattro puntate intitolato: "Sarti Antonio brigadiere" per la regia di Pino Passalacqua. La serie va in onda su RaiDue nel 1978. Seguita poi, nel 1988, da un'altra serie in tredici puntate per la regia di Maurizio Rotundi intitolata "L'ispettore Sarti, un poliziotto, una città", trasmessa sempre da RaiDue tra il 1991 e il 1993. Il successo dell'ispettore in versione televisiva è tale che la serie prosegue fino al 1994 con sei film di un'ora ciascuno per la regia di Giulio Questi e con protagonista Gianni Cavina.

L'ormai famosissimo Sarti Antonio diventa protagonista anche del fumetto "Oriente express" disegnato da Gianni Materazzo.

Nel 1987 Loriano Macchiavelli tenta di uccidere il suo personaggio di carta con il romanzo "Stop per Sarti Antonio". Ma poi lo riporta in vita nei successivi romanzi, tra cui: "Sarti Antonio e il malato immaginario" (1988); "Sarti Antonio e il diamante insanguinato" (1994); "Sarti Antonio e la ballata per chitarra e coltello" (1994); "Sarti Antonio e il mistero cinese" (1994); "Sarti Antonio e l'assassino" (2004).

Difende a spada tratta la possibilità dell'esistenza di un romanzo giallo italiano contro critici e scettici. Fonda insieme agli amici Marcello Fois e Carlo Lucarelli il "Gruppo 13" e con Renzo Creante fonda e dirige la rivista "Delitti di carta" che tratta esclusivamente di poliziesco italiano.

Per sostenere la sua lotta letteraria, partecipa a dibattiti, convegni e presentazioni in giro per l'Italia, ma anche all'estero, dando vita ad un vivace dibattito con gli altri scrittori protagonisti della scena noir italiana: da Oreste del Buono a Giuseppe Petronio, da Attilio Veraldi a Claudio Savonuzzi.

Per dimostrare anche al pubblico le possibilità di successo del romanzo giallo italiano, Macchiavelli pubblica nel 1989 un romanzo con lo pseudonimo di Jules Quicher. Nel romanzo, "Un funerale dopo Ustica", l'autore viene presentato come un esperto di problemi di sicurezza di una famosa multinazionale Svizzera alle prese con la ricostruzione romanzata della famoso mistero. Il romanzo è un best-seller. E' protagonista di un caso letterario particolare a seguito della pubblicazione di "Strage" (1990). I libro, uscito in occasione del decimo anniversario della strage di Bologna, viene ritirato dalle librerie per decisione dell'Autorità giudiziaria. In seguito ritornerà in circolazione e Loriano verrà assolto per diritto-dovere di cronaca.

Nel 1997 scrive a quattro mani il romanzo "Maccaronì". Il suo compagno di penna e Francesco Guccini. Il romanzo ottiene un grande successo di pubblico e critica, vince infatti il Premio letterario Alassio, il premio Ennio Flaiano e l'edizione del 1998 del Police film festival. La collaborazione con Guccini continua, e i due scrivono il romanzo "Tango e gli altri, romanzo di una raffica, anzi tre" con il quale vincono l'edizione del 2007 del Premio Giorgio Scerbanenco.

Nel 2001 recita insieme all'amico Carlo Lucarelli nella serie televisiva ambientata nella sua città: "Bologna in giallo, rapsodia noir". Grazie al successo della serie, entrambi recitano nuovamente insieme l'anno dopo nei dodici minidrammi: "Corpi di reato. L'arma contro il crimine".

Il suo ultimo lavoro letterario si intitola "Malastagione" (2011), scritto ancora una volta assieme a Francesco Guccini.

Alexia


 

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