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Aforisma del giorno

Dopo il suo sangue, la cosa migliore che un uomo può dare di sè è una lacrima.

Jim Morrison

Macchiavelli Loriano




Quando, bambino, vidi la fine della Seconda Guerra Mondiale, dopo averne vissuto gli orrori, ero certo che non ci sarebbe stata mai più un’altra guerra. Passarono gli anni e mi accorsi che persino coloro che, come me, quegli orrori avevano vissuto, li stavano, dimenticando. La natura umana è più propensa a dimenticare che a ricordare. Per questo, dopo la Seconda, ce ne sono state altre di guerre. In tutto il mondo. Si potrebbe dire che non è passato giorno senza che, da qualche parte, ci si scannasse per un pezzo di terra, per un’idea di religione, per la possibilità di un guadagno e via così.


Anche i romanzi gialli che vogliono solo divertire, e per ciò cercano di evitare complicazioni sociologiche, infine raccontano una società che sarà falsa, ma che corrisponderà alla società nella quale lo scrittore è nato e gli ha dato una cultura: la cultura del disimpegno.


[...]La situazione è tragica: il nostro è uno dei paesi, nel mondo, dove si legge meno in assoluto. [...] In compenso vediamo tanta, tantissima televisione e forse per questo viviamo la situazione che viviamo. La gente crede che la lettura sia un lavoro. Glielo insegnano fin dalla scuola: "Leggi da pagina 20 a pagina 57 di questo romanzo e fammi il riassunto!" Intanto il romanzo di cui trattasi, probabilmente è palloso e fuori dagli interessi dello studente e poi, che senso ha farne il riassunto? Un romanzo è un romanzo proprio perché c’è tutto. Se no, il riassunto l’avrebbe fatto lo scrittore.


L’evoluzione è caratteristica del romanzo giallo. Perciò resiste al tempo.


Il giallo è fortemente radicato, per tradizione prima e per scelta poi, nel mondo che il romanzo racconta e per questo muta col mutare della società nella quale è ambientato.


Ho capito di essere diventato scrittore non quando ho avuto fra le mani il primo romanzo stampato, ma quando i lettori, entrando in libreria, mi hanno scelto.


La differenza fra noir e giallo [...] riporto la frase di uno scrittore: sono la stessa cosa "solo che nel noir sono tutti più tristi".


Il teatro è stato il mio primo amore e, come si usa dire, non si scorda mai. Io l'ho tranquillamente dimenticato. Mi ha circuito, irretito con le sue arti magiche, il suo passato e le sue possibilità, mi ha promesso per tantissimi anni quello che mi aspettavo da lui e un bel giorno mi sono accorto che mi tradiva. Con tutti. Ma il peggio è che concedeva agli altri quello che negava a me. Ma il teatro politico, l'ho capito tardi, è fatto così.


Mi piacciono i romanzi che entrano nella vita e la fanno a pezzi per vedere cosa c’è dentro.


Non saranno i nostri romanzi a cambiare le cose del mondo, in questo dannato paese.


Non vi siete accorti che tutto, oggi perfino le rivoluzioni, vengono divorate, assimilate e restituite modificate in modo da non essere più dannose? Anzi, utilizzate a scopo di lucro.


Sono partito con l’idea che il romanzo giallo (o noir) fosse un romanzo di dissenso. Mi guardo attorno e cerco dove sia il dissenso.


La patria non esiste e gli abusi del potere sono semplicemente il potere. E la classe dirigente fa la vita reale, la plasma, ce la presenta e dice: "Ecco, voi siete così e noi siamo così. Dunque, accontentatevi".


Non sono d’accordo che il passato sia stato più gradevole - vogliamo dire vivibile? - del presente. Se entriamo nella storia ci accorgiamo che la fine del mondo, inteso come oggetto fin qui conosciuto, è sempre stata presente, è sempre stata sospesa sulle teste dell’umanità. Insomma, il futuro è sempre stato un buco buio, proprio per le caratteristiche che il futuro ha in quanto ignoto.


All’aspirante giovane - e anche vecchio, perché no? - scrittore consiglio di svegliarsi dal sogno. Il mestiere dello scrivere, per come lo vedo io, prevede un contatto con la realtà. Altro che sogno!


Non ricordo quale sia stata la prima cosa che ho scritto: si perde nel tempo. Ricordo che ho sempre scritto. Forse perché mi veniva meglio del parlare. E non ho mai chiesto pareri. Ho semplicemente inviato i miei racconti e romanzi agli editori.


La scrittura è una delle poche attività umane prive di follia.


Scrivo ogni volta che ne ho voglia e cioè spesso. Tranne che di notte. La notte è fatta per dormire e io lo faccio con la gioia e la spensieratezza degli incoscienti.


I miei consigli a chi vorrebbe intraprendere il mestiere di scrittore? Se è un bravo autore non gli servono i miei consigli. Se non è bravo, ugualmente non gli servono perché non saprebbe che farne.

Biografia di Macchiavelli Loriano

 

Frank Abagnale

 

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